Assegnati i Premi Sabrina Sganga 2014

image

Scritto da Haag OliverDario Scacciavento 

I VINCITORI DI QUESTIONE DI STILI
La nostra testimonianza alla premiazione di Questione di Stili, il premio giornalistico dedicato a Sabrina Sganga di Controradio. Progetti e ospiti di eccezione. Ecco i nomi dei vincitori:

Bellissima serata passata alle Murate ieri, per la premiazione di “Questione di Stili”, il premio giornalistico dedicato a Sabrina Sganga e alle tematiche di Etica, Ecologia e Consumo Critico sulle quali tanto si era impegnata nella sua attività professionale radiofonica oltre che personale…

Dapprima andando a conoscere esperienze interessantissime come i “Restart Party”, incontri gratuiti con tutoraggio per la riparazione di apparecchi elettronici, "Contiamoci“, la comunità online che condivide le buone abitudini pratiche e ”Lofoio“, laboratorio-bottega dei makers fiorentini,  ”I 21 giorni di Eva“ 21 giorni di ricette postate su un gruppo facebook per sperimentare una dieta vegana.

Abbiamo poi potuto ascoltare le "sante parole” di Rossano Ercolini, promotore della strategia Rifiuti Zero, a favore di una rivoluzione nella progettazione dei prodotti di consumo.
Infine il clou, con la proclamazione dei vincitori per le due sezioni in gara quest’anno:

  • il miglior servizio fotografico è “Resistenza No Tav” di Iskra Coronelli, che ha documentato la lotta della Val di Susa contro l’Alta Velocità  – premiata perché “estende il concetto di consumo critico alla cittadinanza attiva, alla difesa del territorio e a una critica dell’uso del denaro pubblico”;
  • invece il migliore progetto giornalistico da realizzare è “Riconversione: (ri)facciamo la pace” di Luca Martinelli, che intende raccontare 13 esperienze di profonda trasformazione nella produzione e nelle relazioni all’interno degli spazi in cui si svolge la vita delle comunità, in tutto il paese – premiato perché “racconterà esperienze di cambiamento possibili, in contesti molto diversi tra loro, e toccherà temi quali i beni comuni, il lavoro, l’ambiente, la solidarietà e il consumo critico. E’ piaciuto lo spirito positivo, l’incoraggiamento a realizzare cambiamenti concreti. Inoltre il progetto è curato anche nella diffusione e userà mezzi di comunicazione diversificati, che consentiranno di arrivare a un pubblico vasto”.

Oltre a questo abbiamo potuto vedere il documentario nato dal progetto vincitore dell’anno scorso “Ri-creazione, sette giorni per un eco-mondo” e avuto il diletto di ascoltare le splendide musiche di “Il silenzio del mare”, “Secondo appartamento” ed “Enrico Fink e i canti erranti”…

Insomma, davvero un’esperienza piacevolissima, con un ricordo speciale per Sabrina e un grazie grandissimo sia all’Associazione Sabrina Sganga che a Controradio Firenze, vale a dire alle persone che sono riuscite – non senza grossi sforzi – a far accadere il tutto.

“Quando i social network danno voce alle comunità.”

Contiamoci è una comunità on-line che inventa, collauda, scambia e diffonde le buone abitudini pratiche che riducono i danni all’ambiente. Contiamoci permette di condividere esperienze di persone attente alla sostenibilità ambientale e all’ecologia del quotidiano, che attuano cambiamenti e mettono in pratica comportamenti e scelte di vita green. E’ un luogo di racconti, dove la condivisione diventa lo strumento che permette ad un numero sempre maggiore di persone di fare scelte via via più consapevoli. Se dovessimo assegnargli un’etichetta verrebbe in mente, tra le altre, “web 2.0”.

Web 2.0, come tutte le etichette, significa tutto e niente: le togli dal contesto e via, non c’è più nulla. I social network formano comunità, ma anche no: se le comunità non esistono, il web non può fare nulla. Però le comunità esistono: fanno parte del nostro essere umani e del nostro aggregarci intorno a interessi comuni. E le comunità esistevano prima del web.

Il web ha cambiato il concetto stesso di comunità perché forma e sostanza non cambiano mai in modo indipendente. La rete — forma — permette a tutti noi di essere dappertutto e da nessun parte, visibili o invisibili e questa sua caratteristica ha influenzato il modo di essere comunità — sostanza. Per certi versi la rete facilità l’identificazione di nuove comunità e l’accesso a quelle già identificate (già esistenti, direbbe qualcuno, anche se esistevano già, dico io). Per altri versi le regole che sono proprie della rete richiedono strumenti nuovi per poterne utilizzare le potenzialità.

Online e offline stanno sul diametro di un cerchio, non agli estremi di una linea. Quel che succede nella rete è una manifestazione di ciò che succede fuori dalla rete e, in modo molto simile, quel che succede sul web produce cambiamento fuori dal web. Ma così era anche prima di mettere l’etichetta 2.0: che cos’è cambiato? Nel ritmo continuo e veloce di evoluzione della rete, l’etichetta “web 2.0” costituisce il riconoscimento di un momento storico. Quello in cui, appunto, ci si è accorti che online e offline stanno sul diametro di un cerchio che non è poi tanto grande, anzi: forse è così piccolo che diventa un punto. Siamo online e offline in qualunque momento, siamo online e offline contemporaneamente. Web 2.0 marca il momento in cui è diventato chiaro che l’aggettivo virtuale così spesso affibiato alla rete non funzionava più.

Andiamo a cena fuori. Cerchiamo il ristorante in cui andare e poi ci incamminiamo, poi consultiamo la mappa e diamo un’ultima occhiata alle recensioni. “Toh, guarda, a Luca è piaciuto poco, devo chiedergli perché, è un po’ che non lo sento” e poi “a che ora avevo prenotato?” e sbirciamo l’agenda.  Mangiamo e poi usciamo e ci viene la tentazione di lasciare una recensione o almeno ci pensiamo. I momenti online e quelli offline  si fondono senza soluzione di continuità.

Che c’entro io in tutto questo? Web 2.0 significa che tu c’entri. E che puoi anche decidere di non entrarci, ma è necessario che la scelta sia consapevole. Che cosa significa per l’associazione di cui fai parte essere o non essere su Twitter? E su Facebook? Puoi fare a meno di un profilo Pinterest? Probabilmente sì, ma non puoi lasciare la risposta al caso. Risposta che poi, in genere, non è neanche così ovvia: le comunità ancora da individuare non hanno una bandiera che le identifica. Ci si muove a vista, sperimentando, annusando, ascoltando prima di parlare.

Tanti ormai sanno che il puntino blu su cui viviamo ha risorse limitate e va trattato con estremo rispettoLa comunità di Contiamoci.com esisteva già prima che il sito fosse online: il nostro obiettivo è far si che sempre più persone trovino in Contiamoci un punto di riferimento attorno a cui aggregarsi. Contiamoci è un sito dove le persone raccontano ciò che fanno per vivere in sintonia con l’ambiente, in modo meno impattante e con una grande attenzione alla natura che ci circonda.  Anche usare Blablacar è una buona pratica inserita su Contiamoci perché condividere un viaggio, le spese, la compagnia e inquinare meno sono comportamenti green sempre più comuni.E se anche tu usi blablacar dai il tuo contami alla nostra buona pratica,  e fai aumentare le gocce di Contiamoci.

Scritto da Silvano Stralla

www.contiamoci.com
facebook.com/contiamoci
twitter @contiamocicom

*Questo è un cross-post pubblicato sul blog di blablacar   il 06/06/2014

La bellezza c’è, basta incontrarsi per vederla

image

Succede che su Contiamoci le persone arrivano e non sai neanche come — la magia di internet — e poi che chi si iscrive partecipa anche (racconta le proprie buone pratiche, quelle piccole abitudini che aiutano il pianeta), contribuisce alle discussioni, fa domande, dà risposte. E capita anche che ti dica: ma quand’è che ci vediamo? Che usciamo dal virtuale e ci guardiamo in faccia?

E poi poco alla volta conosci qualche utente e con Mercedes alias merchemas il feeling scatta subito, ci piacciamo all’istante. Ci invita a presentare a Milano alla “sua” Casa Per la Pace, il nostro progetto e noi accettiamo.

E così due sera fa arriviamo noi da Torino e mano a mano gli altri da Milano. Intorno a un buffet ci scambiamo ricette e sensazioni sui cibi del mondo. Essì perché a Casa Pace (è così che la chiamano lì) c’è chi sta facendo il Servizio di Volontariato Europeo e quindi il mix non è solo di ricette.

L’associazione è un posto caldo, vissuto, ricco di stimoli visivi, l’atmosfera di intimità si crea subito, tutti seduti in cerchio e ognuno che racconta qualcosa di sè.

Tra utenti nuovi e vecchi, tra una carrambata e un’altra, finalmente conosciamo chi è già su Contiamoci e chi lo scopre per la prima volta.

C’erano anche gli ideatori del progetto giacimenti urbani, che ha come scopo lo sviluppo di un circuito delle attività virtuose per mettere in relazione i soggetti che svolgono un ruolo attivo nella promozione del vivere sostenibile.

E poi in mezzo al cerchio a terra un tappeto, ricoperto di oggetti frutto di inventiva, creatività, immaginazione, le nostre buone pratiche da toccare con mano:

dalla bacheca fatta con tappi di sughero, al barattolo della felicità, dal bastone della pioggia strumento musicale completamente handmade, alle spugnette struccanti, ai burro cacao, creme detergenti e dentifrici autoprodotti. E poi le borse fatte dagli gli ombrelli rotti, e cosa dire dell’escamotage per trovare le chiavi in borsa, e della mangiatoia per uccellini, insomma tante tante altre idee le trovate qui.

E poi si fa l’ora, vorremmo chiacchierare, condividere, confrontarci e scambiarci ancora idee e buone pratiche semplici eppure così efficaci, ma è tardi bisogna andare, ci aspetta Torino.

Torniamo a casa ricchi di gioia, idee, del piacere della condivisione e con la consapevolezza che bisogna continuare. La bellezza c’è, basta incontrarsi per vederla.

Grazie a chi c’era, a chi avrebbe voluto ma non è riuscito, a chi c’era col pensiero, a chi ci ha scritto una mail per augurarci il meglio, a chi ci sarà la prossima volta.

E’ tempo di incontrarsi, dare un volto a chi fa si che Contiamoci cresca, viva, vibri.

Così abbiamo organizzato un evento a Casa per la Pace Milano per incontrare chi ancora non ci conosce e soprattutto Voi — gli utenti di Contiamoci — darci un volto, mangiare assieme e condividere buone pratiche, insomma per uscire dal virtuale e guardarsi in faccia.

Spero di vederti il 4 giugno porta qualcosa da mangiare e le tue idee, i tuoi materiali, oggetti e buone pratiche da vedere e toccare (nell’invito in foto trovi tutti i dettagli).

Mi dai una mano a spargere la voce? Invita i tuoi amici, condividi questo post, l‘evento è anche su Facebook

Ci Conto. Contiamoci. “Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo”. (Ivan Tresoldi).

Domenica 18 maggio 2014: vieni a “5 R PER 5 QUARTIERI”.

image

A Milano dal 18 al 25 maggio i Laboratori di Quartiere di Gratosoglio, Mazzini, Molise Calvairate, Ponte Lambro e San Siro presentano la seconda edizione di “5 R per 5 quartieri — Raccolgo, Riciclo, Riduco, Riuso, Rispetto”.

Tanti eventi per l’ambiente e pratiche d’uso e riuso nella città pubblica, promossa dal Comune di Milano, con l’obiettivo di diffondere stili di vita sostenibili ponendo particolare attenzione alla cura degli spazi pubblici.

Ogni quartiere sarà animato da una serie di iniziative e Contiamoci parteciperà con dei micro-laboratori sul tema delle 5R, per sensibilizzare e educare i cittadini, attraverso la scoperta delle buone pratiche inserite sul nostro social network.

Cari utenti “Contatori” vi aspettiamo domenica 18 Maggio 2014  dalle 14.30 alle 19.00 al Laboratorio di quartiere Mazzini in piazzale Gabriele Rosa a Milano.

In PIAZZA 5R ci saranno:

  • Ciclofficina (Animondo); 
  • Libera Libri (Banca del Tempo); 
  • Ricicla la carta (Casa per la Pace); 
  • Raccolgo e Riuso per il Vicinato (Comitato Inquilini Mompiani 9); 
  • Rigiocattolo (Comunità di Sant’Egidio); 
  • Buone Pratiche per l’Ambiente (Contiamoci); 
  • Giochi di Strada (E’-Vento & La Strada); 
  • Ripara Pc (OpenLabs);
  • Ricicla la plastica in nidi (Guardie Ecologiche Volontarie); 
  • Biblioteca degli Attrezzi (Gruppo Diversamente Occupati); 
  • Progetto La Bussola (AbCittà); 
  • Anni Verdi (Parrocchia S. Michele e S. Rita)

Merenda Equo Solidale

  • dalle 15.45 alle 16.00
    Presentazione Gruppo “Il Quartiere è casa nostra”  a cura del LdQ Mazzini
  • dalle 16.00 alle 17.00
    Spettacolo Teatrale “Storia di una città” a cura del gruppo Teatrale S.P.q.L
  • dalle 17.00 alle 18.00
    Performance Teatro dell’Oppresso a cura di Ass. Casa per La Pace
  • dalle 18.00 alle 19.00
    Hip Hop Show a cura di Ass. Lorenzo Furfari

E’ attiva una pagina Facebook dedicata all’evento “5 R PER 5 QUARTIERI”, oltre che il sito del Comune di Milano e dei cinque Laboratori di Quartiere.

Ci vediamo là!

Vi aggiungo anche la locandina col programma 

Dopo la festa della Cittadinanza Attiva, a Spoleto

La città di Leonia rifà sé stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dell’ultimo modello d’apparecchio.

Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti di Leonia d’ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiale d’imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l’opulenza di Leonia si misura delle cose che ogni giorno vengono buttate via per fare posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l’espellere, l’allontanare da sé il mondarsi d’una ricorrente impurità. Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell’esistenza di ieri è circondato d’un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare.

Italo Calvino — “Le città invisibili”, 1972

image

Abbiamo cominciato così il nostro intervento sabato scorso, alla Festa della Cittadinanza Attiva a Spoleto. A dirla tutta il brano ci è stato suggerito da Meno 100 chili, prima spettacolo e poi libro di Roberto Cavallo, che inizia proprio citando Calvino.

Trovo che Spoleto sia una città meraviglia, che quasi sembra finta tanto è conservata e curata. Che a Spoleto, poi, si mangiano gli strangozzi, spaghetti belli tosti, di quelli che mi piacciono tanto. Che a Spoleto, in particolare, si mangia benissimo alla Taverna dello Spagna.

Ho scoperto Cittadinanza Attiva, un movimento di partecipazione civica che opera in Italia e in Europa per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori. Un’associazione di associazioni che fanno democrazia come si dovrebbe fare: aiutano i cittadini ad attivarsi, a capire il sistema, a sviluppare gli strumenti per provare a correggerne i difetti.

Pur nel freddo di un week-end tutt’altro che benevolo dal punto di vista del meteo, l’intervento che abbiamo moderato è stato seguito con attenzione da persone curiose. Insieme a noi c’erano Coppula Tisa, Umbria Nascosta e Cittadinanza Attiva Lazio.

Contiamoci sarà al Festival della Cittadinanza Attiva

image

Dal 2 al 4 maggio a Spoleto ci sarà la Prima Festa della Cittadinanza Attiva, per la lotta allo spreK.O.

La Festa avrà momenti di dibattito e approfondimento e momenti di intrattenimento. Si alterneranno workshop e incontri attraverso cui sarà possibile scoprire esperienze nate dal basso per la lotta agli sprechi, iniziative virtuose, imparando tecniche per la riduzione degli sprechi, per il baratto e per il riuso.

Sabato 3 maggio Contiamoci partecipa al workshop: “I territori si raccontano” per parlare di esperienze locali virtuose di varie regioni italiane per condividere e diffondere pratiche e progetti e per mettere in luce quanto si sta muovendo “dal basso” al fine di rispondere alle esigenze della lotta agli sprechi.

Ecco il programma. Autaci a diffondere l’evento, partecipa, condividi su Facebook e su Twitter: usa l’hashtag #spreko.

image

Una filastrocca su misura per Fa’ la cosa giusta

wall

Stamattina ho ricevuto un invito molto speciale che condivido con voi. Di Andrea vi ho già parlato in questo altro post, e approfitto della sua filastrocca per ricordarvi che dal 28 al 30 marzo a Milano ci sarà Fa’ la cosa giusta — la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

Per farvi avere il mio piccolo invito
l’ho arrotolato e l’ho spinto col dito,
è un bell’invito dall’aria angelica
ed è per giunta munito di elica!

Vola leggero, vola nel cielo…
Chiedi il motivo? Io te lo svelo!
In questo cielo di primavera
vuole invitarvi a girare una fiera.

È un posto dolce, dove la gente,
è tutta presa a far bello il presente,
perché un futuro dolce e fatato,
cresce soltanto se l’hai seminato!

Importa poco se un po’ ci si stanca,
perché ho portato da casa la vanga
la stringo forte tra le mie nocche
e pianto in terra le filastrocche!»

Se quella terra sono persone,
donerò loro le rime più buone
e a chi mi cerca, questo weekend,
dico: passate a trovarmi al mio stand!

image

Per me è da anni un appuntamento imperdibile. L’anno scorso, per chi si ricorderà, Contiamoci ha partecipato con il proprio stand. E’ stata un’esperienza bellissima.

Anche da visitatori è un’occasione per toccare con mano che: “non siamo una goccia nel mare”, bensì un mare di gocce che si impegnano per cambiare il proprio impatto sulla terra – UNA – che ci è stata data.

Io vado e tu? Potremmo incontrarci e finalmente conoscerci di persona. Se vieni, scrivimi.

Sognare: leggere attentamente le avvertenze

sunAttenzione ai sogni che fai: potrebbero avverarsi. Ebbene è così. E’ accaduta una cosa che ho sognato.

Luciana Rutigliano è iscritta su Contiamoci da un bel po’. Un giorno trova proprio su Contiamoci la buona pratica: decluttering: come eliminare gli oggetti superflui, che era stata caricata da Yilharma, un’altra utente iscritta da un altro bel po’.

Luciana si incuriosisce, legge, si documenta e si informa. Insomma la buona pratica in questione è stata uno spunto per far nascere consapevolezze e nuovi saperi, ha arricchito Luciana che ha deciso di scrivere un articolo.

Contiamoci è nato proprio con questo scopo, e oggi come dicevo sono felice, perché veder succedere una cosa che hai sognato è il massimo che si possa volere. Spero che tanti altri riusciranno a dare e a prendere da Contiamoci e dalle sue buone pratiche ma soprattuto da coloro che lo animano: le persone.

Contiamoci é uno strumento per censire le persone e le aziende che compiono abitualmente azioni per migliorare l’ambiente, per ridurre il proprio impatto ambientale e migliorare il luogo e il modo in cui vivono.

Non essere timido: contribuisci col tuo sapere.