Com’è nata la campagna «Natale più bello senza carrello»

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L’anno scorso (era il 2015), in un piovoso week-end di inizio estate, siamo andati a trovare Marco Geronimi Stoll di Smarketing sul Lago Maggiore. Due giorni di brainstorming.

Ad un certo punto, è venuta fuori quest’idea: creare un Certificato per dire con ironia che il Natale basato sul consumo, sul regalo dovuto non è l’unica soluzione: ce ne sono altre, sono tante e richiedono, fondamentalmente, solo un po’ di attenzione.

Con noi c’era Guido, l’uomo-Smarketing tutto grafica e design: quando l’idea del Certificato è venuta a galla, alla fine di due giorni intensi, è stato preso da una specie di raptus e in pochissimo tempo ha creato il Babbo Natale nella goccia che è diventato il marchio della campagna.

Abbiamo partecipato a Fa’ La Cosa Giusta Torino e con l’aiuto di un sacco di amici di Contiamoci, abbiamo cantato a modo nostro pive di Natale in mezzo alla folla della fiera. Intanto distribuivamo certificati: per ogni certificato abbiamo ricevuto una manciata di sorrisi e anche di più. Di tanto in tanto, oltre ai sorrisi, scattavano le risate di felicità; più spesso quel che veniva fuori era un chiaro stupore.

Poco tempo dopo abbiamo pubblicato un sito dedicato al Certificato: il sito non è solo informativo perché permette a chiunque di creare il proprio certificato personalizzato e di spedirlo agli amici. In poco tempo, da quando abbiamo lanciato la campagna, abbiamo distribuito più di 600 Certificati.

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Insomma: abbiamo toccato un nervo scoperto. Così abbiamo deciso di continuare.

A fine novembre 2016 abbiamo rivisto il sito. Abbiamo cambiato i testi che non ci convincevano e fatto spazio per la nuova idea: quest’anno, oltre al certificato, dal sito si può scaricare il Certificato in versione biglietto di auguri. Lo stampi fronte-retro su un foglio A4, scrivi una dedica e poi lo pieghi e dai a chi vuoi tu.

Qualche giorno fa ci ha fatto molto piacere scoprire di essere stati citati su La Stampa, in una rubrica che teniamo sempre d’occhio, curata da Carlo Grande: ufficialmente parla di animali, ma l’approccio di Carlo è olistico. Gli animali sono una parte del tutto, come noi.

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Da La Stampa di martedì 20 dicembre 2016

In questi giorni, visitando amici e parenti in giro per l’Italia, abbiamo incontrato tante persone che ci hanno raccontato di aver ridotto il numero di regali e, soprattutto, di aver cominciato a pensare al Natale in modo più autentico.

E tu, hai trascorso un Natale più gentile e sostenibile? Raccontacelo nei commenti.

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